[phy]

is o Eirinn me

Ripercorro le strade di un sogno e quando finalmente ne emergo mi accorgo di esserne umida. La strada scorre come un fiume e sguardi e occhi mi si posano addosso ma subito scivolano via. Dove sono stata sta notte? Si trattava di lì.. ma di lì dove esattamente? Credo mi manchi una coordinata di accesso. Se quel luogo esiste allora non tarderà a tornare. Credo lo spazio si muova, i posti e i luoghi si muovono, anzi si sPOSTanO. Magari si scambiano ed ecco perché nella mia testa si confondono. Un luogo che ho negli occhi. Lo stesso luogo che vorrei tra le mani ma non riesco a tra t tenere. Ritorno li ogni giorno e giorno dopo giorno nell'attesa del ritorno.

   

 

Irlanda del primo giorno. Irlanda della prima notte. Quando straniera io già ti seguivo. Ti ho trovata, ti ho spogliata, aspettata, amata. E' stata la prima notte... lenzuola bianche, intonse, virginali che abbiamo sporcato, impresso, inciso coi nostri umori... umori d'anima. Capivo di non esser l'unica. Ne ero gelosa, lo sono ancora quando schiva e sfuggente t'intravedo negli occhi di qualcuno che forse poi non ami, ma t'ama. Voglio possederti. Di te sono ingorda, avida, morbosa. Condividere è amore per angeli. Io sono donna nel volerti. E ti voglio. E mi vuoi. Lo so perché quando dai, mi dai -da innamorata- amore senza risparmi ne dispense.

 

 

 

 

 

Ti volevo tutta e tutta d'un fiato per sempre. Ti voglio ancora, come quel giorno e tutti gli altri. Il tuo corpo mi riempiva, riflettevo i tuoi pensieri e li portavo a mare. E a mare solo la marea capiva e quello che prendeva sempre me lo restituiva. Dovevo lasciarti andare per ritrovarti felice nel ritrovarmi. Gravida mille volte e dopo ogni volta ancora pronta. Non mi trattengo quando mi vuoi e se lontana mi chiami mi lacero fino a strapparmeli, per te, gli occhi... affamati ancora di visioni che non ti appartengono e dove non ti riconosco.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Eccolo riemergere, da dentro fuori, da sotto sopra da me a te un indecente senso di appartenenza. A te imprigionata contro ogni razionale volontà. Vertiginoso doloroso viverti lontano. Tra il sottile dolore della perdita e la precaria consolazione d'averti posseduto, in bilico; Io cado sempre. E nel saperti tornare muoio. Di poche ore giorni o mesi…la mancanza aumenta anche quando va diminuendo, perché si accumula nel paradosso della sua esistenza. E quando ricado sul mondo..... scivolo.

 

PHOTO f e e e l A

©2008 feeelA