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Feeela :: ARTIST STATEMENT
Ethnicity is another content blurred in my pieces. My tree-women hail from no particular place, yet they carry the characteristics of us all. I like to think that blended in each face and body is the possibility of unity, of a single origin, or perhaps of a single goal.
Nel mio lavoro esploro le problematiche e le possibilità legate ai cambiamenti della vita: il Divenire, lo scegliere e l’ essere. Una ricerca che verte attorno a provocatorie domande che riguardano l’identità, il genere, la sessualità, la razza e l'ossessione. La mia arte ruota principalmente attorno ad un unico soggetto: la figura umana, in particolare quella femminile. Corpi e volti, interi o ri-assemblati, preferibilmente grandi, rigorosamente a testa in giù, in un gioco d’inversione di prospettive e abbandono di abituali schemi mentali, guardano frontalmente, suscitando spesso inquietudine e disturbo in chi guarda, in un tentativo di mostrare il lato ambivalente, a volte border-line dell'essere umano, e forzare chi guarda ad ambigue oscillazioni fra opposti ed estremi: normalità - anormalità, durezza – delicatezza, accettato – rifiutato, brutalità – sensualità, per giungere a un quasi completo ciclo di intimità e alienazione che finisce col creare mondi meravigliosi ma allo stesso tempo misteriosi. Sono donne "decontestualizzate", le mie, senza tempo, assolutamente slegate dagli stereotipi comuni di bellezza e ruolo, quasi anonime, private cioè di tutti gli accessori necessari per il riconoscimento e l'ambientazione, dove gli unici mezzi di comunicazione con il mondo restano il colore ed il corpo. Attualmente infatti la mia attenzione è rivolta ad esplorare proprio l’idea del corpo umano come possibile estensione della mente. Dalla passione e osservazione della natura (gli alberi in particolare) deriva l’ attrazione verso tutto ciò che si dirama, biforca e ramifica; ecco così che emozioni e pensieri, come rami o vene, si dipartono, sbocciano ed escono dal corpo, quasi ne fossero la naturale estensione interiore che si rende visibile, palpabile, forse vulnerabile ma per questo forte e provocatoria. Corna, rami, corpi smembrati, sproporzionati quasi liquidi, fumosi, sospesi.. ecco come appariremmo se le nostre emozioni fossero visibili. I miei oli su tela potrebbero all’apparenza essere definiti dei “ritratti”, ma non nel senso tradizionale del termine, poiché non rappresentano una persona in particolare ma piuttosto uno stato mentale ed emotivo che affiorando, cambia, prolunga e sfigura il corpo nel tentativo di raggiungere l’altro da sé. Ramificazioni, divaricazioni, bivi come ostentazione di realtà, l’essere che non si nasconde anche nelle sue anormalità e le mostra con provocatorio piacere; fotografie di momenti in tutta la loro drammatica potenzialità, quasi a dire “siamo uno ma potremmo essere mille”
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©2008 feeelA
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