My work investigates the idea of the body as an extended brain; yet as the deconstructed female form, and its relationship to femininity, beauty, adornment and social and cultural limitation.

I represent feminine nudes set rigorously upside down, in order to change coordinates and create unusual points of view to slip things into normal and abnormal - shifting between toughness and delicateness, so that the brutal and the sensual are juxtaposed, performing an almost complete cycle of intimacy and alienation.

These are the elements I use to address issues of gender identity, social structures, cultural facades, and geographical belongings.  I am interested in what produces these constructions and how they manifest in contemporary society and how they affect the expressions of identity itself.

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Alessia Carli è feeelA.

feeelA è rovesciata; a tasta in giù, surrealista e meravigliata.

Feeela dipinge: Dipingere è il suo sublime privilegio: presa di coscienza, conquista e consapevolezza del suo punto di non ritorno.

E Dipinge donne capovolte mettendo al centro del mondo (e del quadro) lo spazio inesistente/ingombrante che sta tra una gamba e l’altra, tra le interiora ed il cielo. È un’indagine emozionale volta allo scardinamento, alla messa in discussione, alla possibile messa in atto dell’impossibile.

 

Affascinata dalla figura umana, quella femminile in particolare, esploro l’idea del corpo come possibile estensione della mente e come mezzo di conoscenza del mondo, dalle sue interiora fino alle sue dis-appartenenze. 

Corpi di donna rigorosamente a testa in giù, appoggiano ed affidano la loro stabilità ai pensieri, alla testa, per lasciare arti ed emozioni liberi di svelarsi, nel tentativo di mostrare il lato ambivalente [assurdo] dell'essere umano e delle sue costruzioni socio-culturali, credenze, appartenenze ed identità. Rami, corna, vene, che affiorando, cambiano, prolungano e sfigurano il corpo con provocatoria ostentazione. Un corpo che oscilla ambiguamente fra opposti ed estremi: normalità/anormalità, durezza/delicatezza, accettato/rifiutato, brutalità/sensualità, per giungere a un quasi completo ciclo di intimità e alienazione che finisce col creare mondi favolosi ma allo stesso tempo sconcertanti.

Il corpo diventa manifesto della femminilità, intesa come una forza imprescindibile che affiora anche e nonostante povertà, razza e status sociali, attingendo a risorse interiori che ci sopravvivono anche nelle condizioni peggiori.

Attraverso la mia pittura desidero approfondire la molteplicità delle femminilità, a fronte di una società che nasconde pregiudizi e sessismo dietro la benevolenza e a fronte del mio essere "donna" che potenzialmente può cambiare il suo significato a seconda delle coordinate religiose politiche culturali antropologiche e geografiche.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

©2010 feeelA